In Emilia-Romagna vi sono fattori fisici, organizzativi ed economici legati alla tavola che hanno creato i presupposti per far nascere un nuovo tipo di museo legato al cibo. Questo libro è un viaggio alla scoperta di 19 musei, espressione di un’innovativa forma di turismo che vuole conservare e scoprire la cultura di un territorio attraverso i suoi prodotti enogastronomici. Infatti, partendo dal cibo, si possono apprezzare le tradizioni, la storia e la cultura di un territorio.
I musei sono prima di tutto un racconto tramandato che spesso prende corpo dalla voce della gente del luogo, un saper fare frutto di millenaria esperienza contadina. Spesso niente è scritto, ma è attraverso le emozioni di personaggi veri, le loro facce, le loro mani e il loro orgoglio di appartenenza che il visitatore può apprezzare e scoprire un mondo, non troppo lontano, ma che rischia di scomparire.
I musei qui illustrati sono nati per lo più da volontà locali, da amministrazioni pubbliche e private, che
hanno creduto in questa nuova opportunità e hanno
investito in una nuova forma di turismo orientato
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all’enogastronomia e in grado di sposarsi perfettamente con le altre iniziative, quali le innumerevoli sagre e feste che si celebrano tutto l’anno.
Questi musei sono un connubio perfetto con le realtà già presenti nel territorio che si occupano di valorizzare i nostri prodotti e la nostra cultura rurale, come ad esempio le fattorie didattiche e le strade dei vini e dei sapori. Non a caso molti musei fanno parte degli itinerari proposti dalle Strade e sono loro stessi punti di informazione turistica.
Il carattere innovativo, che si è voluto dare anche alla grafica di questa pubblicazione, sottolinea come i musei del gusto vogliono, prima di tutto, essere realtà moderne, fruibili e dinamiche, dove il visitatore è libero di interpretare il senso rotondo della vita tipico dell’Emilia-Romagna: sapori, profumi, piacere della tavola.
Caratteristiche che queste genti sono state in grado di conservare anche nei periodi più difficili della storia contemporanea, quando le giornate erano
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scandite dalle fatiche dei lavori nei campi, nelle saline o nei boschi dell’Appennino.
I prodotti raccontati nei musei fanno parte della mappa dei tesori enogastronomici dell’Emilia-Romagna, un patrimonio regionale di prodotti a qualità certificata, come le 26 DOP e IGP e gli oltre 200 prodotti censiti come “tradizionali”, eccellenze inestimabili che fanno della nostra regione la Terra del buon vivere.
Mi auguro che le opportunità offerte dai musei del gusto vengano recepite come un arricchimento umano e culturale che possa essere trasmesso a tutti i visitatori, grandi e piccoli, che spero siano numerosi. |
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