|
 |
| |
L’oro bianco è uno dei prodotti simbolo della cittadina romagnola. Dal gusto inconfondibile, oggi si può scoprire come viene raccolto visitando una torre-magazzino e una grande salina. |
|
|
|
|
| |
| |
La produzione del prezioso “oro bianco” è il filo conduttore del museo di Cervia dedicato al sale. Un prodotto che ha una storia millenaria: a partire dalla mitica Ficocle, passando per “Cervia vecchia” di epoca medioevale, fino ad arrivare a “Cervia nuova”, esempio unico di città che un tempo sorgeva all’interno della salina.
Il connubio indissolubile sale-Cervia si osserva lungo tutto il percorso museale: all’ingresso una splendida tenda con i colori delle vele delle tradizionali imbarcazioni cervesi accoglie i visitatori e, una volta entrati, ci si cala nella dimensione della città e del suo rapporto con le acque.
Ecco allora la vetrina che contiene il protagonista assoluto: il cristallo di sale, un intreccio geometrico di quadrati perfetti.
E’ da sempre conosciuto come un sale “dolce” per la limitata presenza di sali amari, come i solfati di magnesio, di calcio e di potassio e del cloruro di magnesio, sostanze che danno quel retrogusto amarognolo meno gradito al palato.
Oggi la ripresa della sua produzione permette di farlo conoscere come un bene tradizionale della storia cervese e di riscoprirne l’uso alimentare.
Si tratta di un sale marino integrale medio-fine; viene raccolto all’inizio della stagione e confezionato, secondo il metodo tradizionale, dal parco della salina, grazie alla passione dei “salinari” che, come volontari, lavorano in ciò che rimane delle vecchie strutture.
top
Dal “salfiore” del papa… al “camillone” museale
A partire dal 1550, anno in cui Pietro Barbo, poi Papa Paolo II, divenne vescovo di Cervia, si diede origine alla consuetudine di inviare ogni anno alla Corte pontificia sale proveniente dalla Romagna. L’usanza si interruppe dopo l’Unità d’Italia ma ancor oggi i salinari chiamano il Salfiore il “sale del Papa”. Per ripercorrere oggi la storia del sale di Cervia, sono offerti al visitatore interessanti momenti di approfondimento: il grande ponte che consente di osservare un ampio plastico descrittivo della costa e dell’entroterra e un dettagliato pannello che ricorda la fondazione della città nuova.
Nell’itinerario museale le postazioni multimediali spiegano la chimica e la fisica del sale, l’estrazione del minerale e il governo delle acque. Spettacolare è la maestosa sala finale, che raccoglie immagini, testi e soprattutto gli elementi reali della vita dei salinari: attrezzi da lavoro, strumenti per la raccolta ed una grande burchiella originale (la barca a fondo piatto di origine veneziana). Un’occasione imperdibile è la storica “Rimessa del sale”, manifestazione che si svolge nei primi fine settimana di settembre ed è organizzata dall’associazione “Civiltà salinara” proprio per rievocare il momento conclusivo del processo di produzione del sale, quando veniva stivato nei magazzini. Infine, la salina “Camillone” (da camelle, cumuli di sale), ultima e unica nel suo genere, che oggi fa parte del museo: è ciò che rimane delle 144 saline che nel 1959 vennero trasformate dal Monopolio nella grande salina di 827 ettari a raccolta unica annuale.
Il “sale dolce di Cervia è uno dei 195 presidi italiani Slow food. L’associazione organizza visite guidate, che completano il viaggio alla scoperta dell’oro bianco davanti ad un suggestivo tramonto in salina.
top
|
|
|
|
 |
|
|
|


| |
|
|
| |
APERTURA AL PUBBLICO
MUSEO DEL SALE
Via Nazario Sauro - Cervia
APERTURA AL PUBBLICO
periodo invernale:
sabato, domenica e festivi 15.00-18.30;
periodo primaverile:
sabato, domenica e festivi 16.00-19.00;
periodo estivo:
tutti i giorni 20.30-23.00;
periodo autunnale:
sabato e domenica 15.00-18.30;
SEDE, INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
via Nazario Sauro - Cervia (RA)
Tel. 0544/977592 – 979239 - 338/9507741
Fax: 0544/977592
e mail: info@salinadicervia.it
web: www.salinadicervia.it
|
|
| |
|
|
|